Alice Tebaldi Designer

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Si è appena concluso il Corso di Corsivo Inglese promosso dall’Associazione Calligrafica Italiana con Francesca Gandolfi a Bergamo. L’obiettivo del corso è di far conoscere, in due incontri, i rudimenti del Corsivo Inglese attraverso lo studio dei tratti fondamentali delle minuscole e delle maiuscole. Come scrive Francesca sul volantino:

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Non ho mai seriamente pensato di esporre al Fuorisalone, non mi sono mai informata sugli spazi e sui prezzi delle aree espositive, ma “Se la montagna non va a Maometto, Maometto va alla montagna“. Sono stata contattata e piacevolmente coinvolta dal gruppo Promotedesign nel loro spazio Din di Lambrate e così eccomi qui, nell’Aprile 2014, ad esporre tre dei miei prodotti: il tavolo Omelette, il pouf Sale e Pepe e la mensola modulare Space Brach. Read More

Da più di un secolo la Biennale allieta il panorama Veneziano con le sue esposizioni artistiche e quest’anno, per la sua 55° Edizione, ha scelto come tema: il Palazzo Enciclopedico, ma da dove viene l’ispirazione? il 16 Novembre 1955 Marino Auriti depositava presso l’ufficio brevetti statunitense i progetti per il suo Palazzo Enciclopedico, un museo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tutto il sapere dell’umanità, collezionando le più grandi scoperte, dalla ruota al satellite. L’impresa di Auriti rimase naturalmente incompiuta ma il sogno di una realtà universale e totalizzante ha da sempre attraversato la storia dell’arte e dell’umanità accomunando più menti. Il Palazzo Enciclopedico è una mostra sulla conoscenza, sul desiderio di sapere e vedere tutto e sul punto in cui questo desiderio si tramuta anche in paranoia, è quindi una mostra anche sull’impossibilità di sapere, sul fallimento di una conoscenza totale e sulla malinconia che ci travolge di fronte a questa evidenza. Read More

Ho appena ordinato on-line  “Take Your Pleasure Seriously“, il primo libro di Luca Barcellona e non vedo l’ora di sfogliarlo. Luca Barcellona è alla ricerca della calligrafia perfetta,  focus principale del suo lavoro è infatti lo studio e l’evoluzione del lettering che lui elabora in uno suo stile unico. Nelle 224 pagine del suo libro, viene illustrato il suo percorso controcorrente, dai lettering personali alla live performance fino ai lavori per firme come Carhartt, Dolce & Gabbana, Nike, Red Bull e la Universal ed è edito dalla casa editrice Lazy Dog Press :

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Ebbene sì, manca l’articolo relativo al Salone 2012: mea culpa! L’anno scorso ho solo condiviso qualche foto in Facebook e mi sono dimenticata di questo blog, il mio promemoria. Recupero ora, confrontando alcune vecchie foto con il Salone appena conclusosi.

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Come scrivevo nel precedente articolo, passando dal piumino alle mezzemaniche nel giro di pochi giorni e vagando a “spizzichi e mozzichi” tra i vari stand del Fuorisalone ecco le varie zone descritte a foto e parole:

Ventura-Lambrate

Le location delle esposizioni sono caratterizate da Studi di Designer vicini alla SPD e la Scuola stessa, ma anche da officine meccaniche e capannoni dismessi, ripuliti per l’occasione e affittati ai giovani design assetati di spazi.

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E anche quest’anno come si avvicina la primavera, nella fase di mezzo tra pioggie torrenziali e giornate assolate, ecco che puntuale arriva il Salone del Mobile (di solito è caratterizzato dal maltempo, per fortuna quest’anno siamo stati graziati nel fine settimana con un caldo sole).  Ecco il mio resoconto annuale sul  Salone di Rho:

Questo 2013 era l’anno di Euroluce, ammirevoli i progetti di Cini&Nils con i suoi Assolo (design Luta Bettonica) a parete e a soffitto che creano morbidi giochi di luce, Luceplan con le architetture luminose di Synapse  e la linea Nemo di Cassina con il suo fantastico Projectour 365 in alluminio (design Le Corbusier-1954) d’appoggio e sospensione:

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Ci sono periodi inspiegabili, nei quali ogni decisione risulta difficile. Fino a poco prima tutto filava “liscio come l’olio” e poi zaac…ecco il momento in cui i tuoi neuroni sembrano diventati incapaci di assumersi qualsiasi responsabilità di scelta. A questo proposito è giusto dire che ci si “perde in un bicchier d’acqua”; visualizzando questo detto metaforico, il nostro IO diventa incredibilmente piccolo e un bicchiere così enorme che ci si potrebbe annegare all’interno. Io penso che sia una cosa del genere…