Alice Tebaldi Designer

Category Archives: Arte

Terzo anno consecutivo di presenza a If! Italian Festival di Milano per seguire i vari Talks sulla creatività. Il tema di questa terza edizione è “No show, No business“. Oggi più che mai spettatori e attori, fruitori e creatori hanno lo stesso bisogno: che lo spettacolo ricominci e che sia il più bello del mondo. Molto interessante la discussione su come il Brand dovrebbe utilizzare il digitale per esprimere i suoi valori da parte di Abigal Posner, Head of Strategic Plannin di Google e i suoi esempi di “synapting game” per catturare l’attenzione degli utenti. Calzante la citazione “We shape our buildings and afterwards our buildings shape us” (Wiston Churchill).

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Gli amici giusti sono una potenza creativa senza limiti. Di punto in bianco abbiamo lasciato spazio all’immaginazione e ci siamo buttati nella realizzazione di un progetto che speriamo diventi presto un lavoro. Fotografia e video sono le nostre passioni, altre competenze ci caratterizzano, diversificano e rendono questa nostra nuova avventura ancora più completa ed interessante.

Venite a scoprirci!

Da più di un secolo la Biennale allieta il panorama Veneziano con le sue esposizioni artistiche e quest’anno, per la sua 55° Edizione, ha scelto come tema: il Palazzo Enciclopedico, ma da dove viene l’ispirazione? il 16 Novembre 1955 Marino Auriti depositava presso l’ufficio brevetti statunitense i progetti per il suo Palazzo Enciclopedico, un museo immaginario che avrebbe dovuto ospitare tutto il sapere dell’umanità, collezionando le più grandi scoperte, dalla ruota al satellite. L’impresa di Auriti rimase naturalmente incompiuta ma il sogno di una realtà universale e totalizzante ha da sempre attraversato la storia dell’arte e dell’umanità accomunando più menti. Il Palazzo Enciclopedico è una mostra sulla conoscenza, sul desiderio di sapere e vedere tutto e sul punto in cui questo desiderio si tramuta anche in paranoia, è quindi una mostra anche sull’impossibilità di sapere, sul fallimento di una conoscenza totale e sulla malinconia che ci travolge di fronte a questa evidenza. Read More

Crescendo ti rendi conto che credere nei dogmi di una dottrina religiosa non è sufficiente. Vorresti sapere come tutto ebbe inizio ma questi misteri di fede incondizionata ti sembrano solo semplici superstizioni. E se il mio ateismo sbagliasse? Se non fossimo solo esseri di carne e ossa? E se domani, 21 Dicembre, il mondo davvero chiudesse i battenti e ci lasciasse a piedi? Voi a che divinità vi affidereste per scampare a questa predestinata fine?

Io, se dovessi ritrovare la mia misticità, non farei torto a nessuna delle religioni conosciute, venererei una Holy Mary speciale, il cui terzo occhio, o occhio interiore, è una porta verso una coscienza superiore, verso l’Onniscienza illuminata: Holy Mary sa tutto di me e vede il mio futuro.

Le 6 braccia rappresentano gli attributi interiori della divinità e ognuna di esse si fa carico di un elemento simbolico: sul palmo di una sua  mano c’è il triangolo, ovvero la manifestazione del ritorno all’unità primordiale, l’ascesi dell’uomo verso la trascendenza divina, l’Universale. Un’altra invece sostiene la stella di David, che aleggia nell’etere, richiamo alla Cabala Ebraica; il palmo specchiato sostiene il simbolo dell’infinito, che nella concezione Cristiana viene identificato con l’eternità divina. Nelle altre mani il tridente di Shiva è manifestazione delle tre tendenze fondamentali del cosmo, ovvero preservatrice, distruttrice e creatrice, mentre la croce ansata è un simbolo sacro egizio che simboleggia la vita. Nell’ultima mano non può mancare il fiore di Loto, che rappresenta i chakra del corpo umano ed è simbolo di purezza.

Holy Mary, prega per noi.

Prima dell’estate, con il caldo torrido dell’arida Milano la mia mente viaggiava verso lande desertiche, tempi remoti, paesaggi da Far West. Questo è stato lo spunto per una Saga in stile Western, con personaggi e simboli classici dei vecchi film spaghetti-western degli anni ’60-’70, con il mito Italiano di ciò che erano i vecchi pistoleri: l’uso dell’alcol, dei nomi, della banca, delle armi, della legge, del cimitero e del duello. Le mie vignette vogliono sdrammatizzano la tensione e la violenza di questi film e rendere il tutto più ironico. Non manca l’azione e la vita da Saloon, ma i miei personaggi, Jhonny the Sheriff e l’indiano Bello sono degli antieroi: il primo è un simpatico briccone mezzo alcolizzato (non proprio Clint Eastwood), l’altro si fa sempre fregare. Ho disegnato a tavoletta grafica tre vignette che potessero essere la base di una storia e le ho mandate (con i fumetti vuoti) a degli amici, che, sfoderando la loro creatività, mi hanno dato una grande mano riempendo di parole i miei disegni.

Qui  le versioni in italiano ed in inglese. Se volete dare sfogo alla vostra creatività a questo link potete scaricare le tre immagini a buona risoluzione con i fumetti vuoti da riempire a vostro piacimento 😉

Camminando per Salonicco, città Greca all’avanguardia artistica, sono stata folgorata da questi enormi graffiti sui muri delle case, che, dietro qualche palazzo, spuntavano all’orizzonte in tutta la loro maestosità:

Simoni Ser 1 Read More

La bella Venezia, con la sua armonia di forme e colori è da sempre madrina dell’arte mondiale, quest’anno infatti la Biennale arriva alla sua 54° edizione che si intitola ILLUMInazioni. Il tema classico della luce è il prescelto, ma nel titolo vive anche un richiamo semantico: il suffisso “nazioni” si collega alle varie realtà sociopolitiche con un rimando esplicito ai padiglioni della Biennale. Iniziando proprio dai giardini, qui alcune delle nazioni partecipanti.

Spagna: Lo Inadecuado è una performance che mette in evidenza la fragilità di tutto ciò che consideriamo adeguato. “La realtà è un’illusione molto persistente”, concetti come quelli di devianza, radicalità, esclusione, linguaggio e censura vegono trattati dal dialogo di una cinquantina di esponenti che si alternano durante tutta la durata della Biennale. Qui la locandina, w gli inadeguati!  Read More

Chi da piccolo non ha sognato di colorare tutto, anche il pavimento, con i suoi nuovi pennarelli colorati? Io sì, lo devo ammettere; per questo quando mi sono imbattuta nelle opere di Heike Weber ho visto la realizzazione di un sogno lontano. Ciò che rende unico il suo lavoro artistico è questo effetto di tridimensionalità che risulta dai minuziosi segni a pennarello eseguiti su una superficie piana. Ottenuti con resine e riporti di colore acrilico, il loro effetto ondulatorio dà un sorprendente effetto dinamico agli ambienti.

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